Disforia di genere e identità di genere: cosa c'è da sapere

Aggiornamento: 5 gen 2021

“Conosco una ragazza transessuale la cui sola ambizione è di mangiare, bere ed essere felice”

George Carlin



Dal disturbo di identità di genere alla disforia di genere: solo questioni di terminologia?


Con il termine “disforia” di genere (dal greco “angoscia”, “pena”, “difficile da sopportare”) si cerca di descrivere la sensazione pervasiva e persistente di estraneità e sofferenza rispetto al proprio sesso anatomico.

L’adozione di tale termine rispetto a quello precedente di “disturbo di identità di genere” rappresenta una conquista per quanto riguarda la depatologizzazione di tale condizione umana, in quanto il concetto di disforia non implica un giudizio circa la condizione esistenziale della persona transgender/transessuale come persona psicopatologica, ma pone appunto l’accento sull’unica questione realmente rilevante: il sentimento di intensa sofferenza psicologica che queste persone sperimentano nei confronti del proprio corpo sessuato.


Supporto psicologico a persone transgender


E’ a questo sentire che un percorso di supporto psicologico si rivolge. Un sentire che non ha una definizione univoca e condivisa per tutte per persone transgender/transessuali, che vivono percorsi ed esperienze profondamente diverse che rispecchiano l’unicità di ognuna di esse.

Un sentire che difficilmente purtroppo trova accoglienza e ascolto da parte della società, a partire dalla stessa famiglia di origine, che troppo spesso è il primo luogo in cui la persona transgender/transessuale interiorizza l’alienazione e il rifiuto da parte di chi, invece, dovrebbe accompagnarle nel delicato processo identitario di accettazione di sé che accomuna ogni essere vivente.

13 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti