Orientamento e identità sessuale: cosa c'è da sapere

Aggiornamento: 5 gen 2021

L’orientamento sessuale è una dimensione complessa fatta di vissuti molteplici che chiama in causa aspetti di definizione di sé fondamentali per la costruzione di una identità piena e soddisfacente.

Identità di genere, orientamento sessuale e identità sessuale: alcune distinzioni


C’è ancora molta confusione riguardo alla differenza tra alcuni concetti come l’identità di genere, l’orientamento sessuale e l’identità sessuale; concetti che spesso vengono erroneamente visti come sovrapponibili.

Mentre infatti l’identità di genere riguarda la percezione di sé come maschio o femmina (aspetto molto rilevante nella disforia di genere), l’orientamento sessuale riguarda l’oggetto dell’attrazione affettiva ed erotica, che può essere eterosessuale se rivolta verso l’altro sesso, omosessuale se rivolta verso lo stesso sesso, bisessuale se è rivolta verso entrambi.

L’identità sessuale (o identità di orientamento sessuale) si riferisce invece all’esperienza soggettiva dell’orientamento sessuale ed è caratterizzata da una dimensione sia personale (vissuti interiori relativi al proprio orientamento) che pubblica (modalità attraverso le quali la persona lo dichiara agli altri).


La sessualità o le sessualità? Uno sguardo al di là delle etichette


A partire dalle tante possibili combinazioni dei tre costrutti sopracitati, appare già chiaro quanto ci troviamo di fronte ad un fenomeno così variegato e multidimensionale che rende difficile e tortuoso, se non impossibile, pensare alla sessualità in rigidi scomparti predefiniti dal senso comune, tanto meno ad una sola possibilità di vivere la propria sessualità.


Persone LGBT+ e Minority Stress: lo stress "invisibile" di cui non si parla mai


Troppo spesso, i vissuti riguardanti il proprio orientamento sessuale sono causa di forte disagio e necessitano quindi di attenzione particolare.

Sempre più studi confermano quanto i pregiudizi e le discriminazioni siano fattori rilevanti e misurabili di stress e quanto lo sviluppo psicologico di molte persone appartenenti alle minoranze sessuali sia fortemente influenzato e segnato da uno stress cumulativo conseguente ad ambienti indifferenti, stigmatizzanti o perfino apertamente ostili e violenti.

Questo tipo di stress cumulativo è conosciuto come minority stress, letteralmente "stress da minoranza", e definisce e descrive la condizione di stress psicosociale a cui sono sottoposte le persone appartenenti a minoranze. In questo caso parliamo di minoranze sessuali, ma nelle categorie di persone colpite rientrano anche quelle facenti parti di minoranze culturali, religiose ed etniche.

La persona discriminata (discriminazione che può avvenire con forme più o meno esplicite) può sviluppare sentimenti, credenze e atteggiamenti negativi, in modo più o meno consapevole, nei confronti di sé stessa e quindi della propria identità e natura, come prodotto dell’interiorizzazione di stereotipi e pregiudizi denigratori presenti nel contesto sociale e nella famiglia di origine.

Questi sentimenti non vanno sottovalutati e possono andare dalla scarsa autostima e accettazione di sé fino ad un intenso odio e autodisprezzo che minano profondamente le capacità di autorealizzazione individuali.



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