stress da minoranza (minority stress)
“Sono un essere umano, niente di ciò ch’è umano ritengo estraneo a me.”
Publio Terenzio Afro
 
Il minority stress definisce e descrive la condizione di stress psicosociale a cui sono sottoposte le persone appartenenti a minoranze culturali, religiose, etniche e sessuali.
I pregiudizi e le discriminazioni sono fattori rilevanti e misurabili di stress e lo sviluppo psicologico di molte persone appartenenti alle minoranze sopracitate è fortemente influenzato e segnato da uno stress cumulativo conseguente ad ambienti indifferenti, stigmatizzanti o perfino apertamente ostili se non addirittura violenti.
Razzismo, omofobia, transfobia e misoginia sono termini che ormai conosciamo molto bene, ma forse siamo poco disposti a vedere quanto ancora operino, forse in maniera più sottile ma comunque pervasiva, nel nostro tessuto sociale.
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La persona discriminata (discriminazione che può avvenire con forme più o meno esplicite) può sviluppare sentimenti, credenze e atteggiamenti negativi, in modo più o meno consapevole, nei confronti di sé stessa e quindi della propria identità e natura, come prodotto dell’interiorizzazione di stereotipi e pregiudizi denigratori presenti nel contesto sociale e nella famiglia di origine.
Questi sentimenti non vanno sottovalutati e possono andare dalla scarsa autostima e accettazione di sé fino ad un intenso odio e autodisprezzo che minano profondamente le capacità di autorealizzazione individuali.
Un percorso di sostegno psicologico può aiutare, in questi casi, non solo a trovare un primo reale spazio di espressione  e di ascolto dove sentirsi accolti, ma anche e soprattutto a trovare dentro di sé la forza della propria unicità, la capacità di farsi carico della propria vita così come è e di poterla cambiare nella direzione di una maggiore autenticità verso noi stessi.